Enzo Biagi, grande giornalista italiano


10/11/2017

"Avrei fatto il giornalista anche gratis: meno male che i miei editori non se ne sono mai accorti."  (da "L'orgoglio di un cronista", 7 novembre 2007)

Enzo Biagi (9 agosto 1920 - 6 novembre 2007), è considerato uno dei giornalisti italiani più popolari del XX secolo.

La passione per il giornalismo nasce in lui da ragazzino, dopo aver letto Martin Eden di Jack London.
All'istituto tecnico Pier Crescenzi con altri compagni, dà vita ad una piccola rivista studentesca, Il Picchio, che viene soppresso pochi mesi dopo
dal regime fascista. Una censura che dà a Biagi una forte indole antifascista.

A soli diciotto anni, Biagi inizia a lavorare come cronista al Resto del Carlino a e, a ventuno, diventa professionista.

Durante la seconda guerra mondiale, per non aderire alla Repubblica di Salò, si aggrega ai gruppi partigiani operanti sul fronte dell'Appennino.
Il dopoguerra a Bologna è per Biagi un periodo di numerose iniziative: fonda un settimanale, "Cronache" e un quotidiano "Cronache sera".
Da questo momento, prende avvio in modo definitivo la sua florida carriera, che lo porterà a diventare uno stimato giornalista, inviato e critico cinematografico.

Dal 1961, Biagi inzia a lavorare in Rai, dove riesce a diventare direttore del Telegiornale mentre, nel 1962, fonda il primo rotocalco televisivo "RT".
Nel 1969 dà vita al celebre programma "Dicono di lei", basato su interviste a personaggi famosi, una sua specialità.
Nel corso degli anni lavora per La Stampa, la Repubblica,il Corriere della sera e Panorama.
Dà avvio anche ad una florida attività di scrittore, con la pubblicazione di oltre ottanta libri.

Segnaliamo alcune opere presenti attualmente a catalogo:

America

 

Consigli per un paese normale


Due romanzi e ventisette racconti


Era ieri


Io c'ero


Italia


L'Italia dei peccatori

 




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