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Progetto bambini

Possiamo porci la domanda: "È più difficile affrontare la condizione di cecità acquisita in età adulta oppure dalla nascita?"

I pareri sono molteplici, poichè entrambe le situazioni presentano le loro caratteristiche difficili da affrontare.

Nascere ciechi significa acquisire l'identità del mondo circostante attraverso sensazioni tattili, creare cioè l'immagine di un soggetto tramite un'idea del tutto personale che il cervello umano rende propria. L'oggetto in causa ad esempio "albero" è tale perché al tatto appare con un diametro e un'altezza, ruvido, con diramazioni più sottili, ecc. cioè con tutte quelle caratteristiche che una volta esaminate, rispondono ad un certo nome codificato nella mente, nel paragone citato, l'oggetto che presenta tutte queste caratteristiche porta il nome di albero.

Per chi perde la vista dopo aver "assaggiato" le forme, i colori, la prospettiva, ecc. non è proprio così. Precisiamo che noi non vediamo solo con gli occhi: l'occhio è uno strumento indispensabile al cervello per catturare ciò che si presenta dinanzi a noi, trasmettere le informazioni, perchè poi sarà il cervello stesso che attribuirà un nome a ciò che è stato comunicato. Quando guardiamo un albero, l'occhio assorbe l'immagine, ma è il cervello che quando si presenta un oggetto dotato di precise caratteristiche, come per esempio, tronco, rami, foglie, ne individua l'identità grazie alla memoria.

Da qui possiamo capire le agevolazioni, se così possiamo definirle, che un individuo divenuto non vedente ha la possibilità di avere, ma non di meno è il fattore emotivo che, se è importante per la persona nata cieca, lo è altrettanto o forse ancor di più per chi conosce il mondo, ma non può più apprezzarne ciò che di meraviglioso offre ai nostri occhi.

Questa parte introduttiva vuol essere d'aiuto per capire quali sono gli sforzi che il Centro Internazionale del Libro Parlato di Feltre, da ben 20 anni con entusiasmo e generosità, cerca di mettere in atto per riuscire a rendere più accettabile la condizione permanete di buio nella vita delle persone non vedenti.

I nostri maggiori fruitori fino ad ora sono state le persone adulte, dai giovani studenti alle persone di matura età. Abbiamo anche avuto l'opportunità di entrare nella piccola grande dimensione dei bambini con la riproduzione in formato elettronico di alcuni libri di favole. Riteniamo questa un'esperienza forte, arricchente e ci sentiamo di dire anche "commovente", perchè calarsi nel mondo dei piccoli aiuta a riscoprire la semplicità della vita; pensare ad un bambino cieco che cresce e man mano diventa grande viene ad incontrarsi e scontrarsi con le difficoltà che ogni giorno si presentano è per lui traumatico; la vista è una privazione grande per ognuno, ma non poter vedere il volto di mamma e papà, i sorrisi del fratellino, la lingua rossa del cane o l'arcobaleno che nasce dopo il temporale, nella psicologia del bambino sono elementi che incidono profondamente.

Com'è fatta una nuvola? È simile allo zucchero filato? È come il cotone o è più simile ad un mucchietto di neve?

La volontà dell'uomo unita allo sviluppo della tecnologia possono compiere grandi cose.

Siamo contenti di poter dire d'essere in grado di avvicinarci ai bambini non vedenti con mezzi idonei per poter fornire loro favole, disegni, o altro che loro desiderassero.

Pensiamo ad un libro di scienze per la scuola elementare, viene descritto un fenomeno naturale, per esempio: "Ti è mai capitato d'essere al mare con i tuoi genitori e osservare il tramonto del sole?" "Quali sono le sensazioni che hai provato" "Qual è la cosa che più ti ha colpito del paesaggio che mutava davanti a te?"

Ecco, come questo tanti altri casi di situazioni descrittive analoghe.

Le strade sono due: la prima propone di escludere queste righe e passare oltre, la seconda invita ad adattare il testo in maniera tale da spiegare al bambino cos'è il tramonto quali sono gli elementi che entrano in gioco in una situazione simile, per far sì che il bimbo venga a contatto con la realtà e non si senta diverso dai compagni.

Possiamo quindi affermare, che non si tratta di una trascrizione del testo, ma un adeguamento, una forma di "traduzione" di alcune parti perchè anche colui che è stato privato della vista, possa essere in sintonia con ciò che lo circonda e con chi parla.

Analogamente per le immagini: una stampante che sfrutta la metodologia braille, grazie a punti in rilievo definisce i contorni delle figure per crearne l'identità.

Figure geometriche, disegni di qualsiasi genere, attraverso sette altezze dei punti il disegno prende l'effetto della tridimensionalità.

È un sistema molto efficace per far capire al bambino come sono fatte le cose, rendersi conto delle forme, capire le dimensioni.

Questa la nostra proposta rivolta a tutti (non vedenti, ipovedenti, dislessici, paraplegici, ecc.), con particolare attenzione ai bambini, perchè la fantasia, la creatività tipica dell'innocenza non debbano morire nel buio, ma possano rifiorire e specchiarsi in nuovi orizzonti.

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Data di Aggiornamento:
Lunedì, 12 febbraio 2007

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