Copertina Miti ladini delle Dolomiti: Ey de Net e Dolasìla

Descrizione

Le Dolomiti custodiscono un antico e straordinario tesoro. In quelle valli, tra i sentieri attraversati ogni anno da centinaia di migliaia di persone ai piedi delle più belle montagne al mondo, non a caso divenute oggi patrimonio mondiale dell'UNESCO, si sono consumati secoli e secoli di isolamento. Solo così poteva peraltro sopravvivere ed essere tramandato di generazione in generazione un racconto poetico, saturo di immagini e di significati. Storie in cui si fila la luce della luna, si piega il raggio solare nel suo cammino verso le cupe e misteriose ombre del lungo Inverno, dove all'alba si sale fino agli alpeggi per rendere onore alle antenate marmotte. Tra le memorie più affascinanti e misteriose affiora l'idea di un regno immaginario, situato sull'Altopiano di Fanes, sopra Cortina d'Ampezzo. Il poco che si tramanda racconta di un'Arciera, Dolasíla, vestita di bianco, di Aurona, paese delle luci e dell'oro, di un fato che incombe. Si dice anche che la sorte del regno avrebbe potuto essere riscattata se i segni fossero stati interpretati in maniera corretta. Alla fine tutto si compie, nonostante il tentativo di Ey de Net, l'Eroe straniero, di schierarsi con la principessa dei Fanes. I miti ladini hanno conservato motivi ancestrali che un tempo erano, probabilmente, diffusi in un'area molto più vasta, le cui raffigurazioni contengono solo dei vaghi ricordi di un insieme immaginifico collassato.

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