Copertina Il calice di S. Giovanni

Descrizione

Costantinopoli, 1204 La capitale cristiana del regno bizantino sta agonizzando, tradita dall'esercito crociato in cammino verso Gerusalemme, durante lo svolgersi della Quarta Crociata. I cavalieri dell'Ordine di san Giovanni riescono però a salvare dal saccheggio una preziosa relìquia dai poteri taumaturgici e a portarla in salvo in Italia. Friuli, 1529 La contea di Belgrado è scossa dalla morte per tifo del conte Gerolamo Savorgnan. Quando la stessa malattia sembra aver colpito il conte Leonardo di Varmo, capitano dei benandanti, il pievano prè Michele Soravìto e lo speziale Martino da Madrìsio sospettano si tratti invece di avvelenamento. Contemporaneamente, durante alcuni lavori di ristrutturazione nel monastero di Santa Maria di Vendoglio, crolla un pavimento e, in un grande sotterraneo, ritorna alla luce una misteriosa architettura che risale all'epoca della Quarta Crociata. Nel corso delle indagini, il pievano e lo speziale fanno la conoscenza di un monaco eretico, frà Riccardo Memling, che vive presso l'Ospitale di san Tomaso di Susans. Lui si rivelerà essere il depositario dell'antica dottrina gnòstica giovannita, nonché il legame con i leggendari cavalieri di san Giovanni. Inizia così per loro un'avventura ai limiti della Fede e della conoscenza più profonda delle cose terrene e di quelle spirituali, che li conduce in un viaggio mistico a ritroso nel tempo, a quando l'apostolo Giovanni compiva miracoli in Asia Minore. Se ciò non bastasse, incontrano sul loro cammino dei misteriosi cavalieri vestiti di nero, che seminano la morte e il terrore nella contea. Toccherà a Martino e a prè Michele, in un crescendo sconvolgenti rivelazioni e strani fenomeni naturali e soprannaturali, risolvere il tutto e riportare la pace nella contea.

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