Copertina La figlia

Descrizione

Una riflessione sulla recente storia europea, sul male assoluto che si annida nel suo cuore. Il racconto della vita di una ragazza che ha tutto, talento, bellezza, l’amore incondizionato del padre. Un padre, Ratko Mladic, il «Boia dei Balcani», accusato di genocidio. Ana è una ragazza estroversa, allegra, brillante, con un futuro pieno di promesse. È la migliore alunna del suo corso di medicina a Belgrado, è amata dagli amici, è la prediletta e l'orgoglio di suo padre, il generale Ratko Mladic, che lei ricambia con una adorazione assoluta. Un viaggio a Mosca è l’occasione di passare alcuni giorni spensierati, in giro per una grande città, con il solo pensiero di divertirsi. Invece al ritorno Ana è cambiata. È triste e taciturna. Una notte afferra una pistola, quella a cui il padre tiene di più, e prende una decisione definitiva, che segnerà per sempre la vita della sua famiglia. Ha solo ventitré anni. A Mosca, tra corteggiamenti e feste, in compagnia degli amici più cari, Ana scopre il volto nascosto del padre, per lei un eroe, per tutti un criminale e una belva feroce, responsabile dei maggiori eccidi del dopoguerra: l’assedio di Sarajevo, il massacro di Srebrenica, la pulizia etnica in Bosnia. Crimini che lo porteranno a essere accusato di genocidio, in un processo che dopo una latitanza durata 16 anni è iniziato a maggio del 2012. Pochi casi come quello di Ana Mladic rivelano in tutta la sua oscura profondità una condizione a cui nessun essere umano può sfuggire: la perdita dell'innocenza. Clara Usón, in un romanzo potentissimo che la consacra come una delle grandi scrittrici europee, si immerge in una vicenda di forza shakespeariana mantenendo un perfetto equilibrio tra i dati storici e la creatività letteraria, per scrutare nella follia del male, dell’amore, e nel labirinto emotivo dell’infinità di voci e congetture raccolte in tre anni di ricerche.

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