Copertina La compagnia della morte

Descrizione

Napoli, 14 agosto 1655. Il caldo torrido del pomeriggio non dà pace alle vie affollate e incandescenti della città, ma il pittore Sebastiano Filieri non può restarsene tra le fresche mura della cappella di Palazzo Agliaro, dove sta dipingendo un ciclo di affreschi. Lo attende un compito difficile: dire addio a Maria, la sorella di sua moglie Lucilla, l'ultimo affetto che gli resta della sua famiglia, decimata e dispersa. Mentre Sebastiano è al suo capezzale, la donna pronuncia poche parole, incomprensibili per chiunque altro. Un delirio, all'apparenza, ma a lui rivelano una verità che cercava da anni. La verità sulla morte di Lucilla. Quelle parole lo riportano ai tragici giorni di otto anni prima, nel 1647, l'anno della rivolta di Masaniello, l'anno in cui è entrato nella Compagnia della Morte e in cui ha perso tutto, tranne le sue abilità di pittore e spadaccino. Nella Compagnia era entrato quasi per caso, unendosi alla società segreta di pittori che durante la notte cercavano e assalivano i soldati spagnoli nelle vie di Napoli, per testimoniare con la spada che la loro città mai si sarebbe rassegnata al dominio straniero. Ma una notte, di ritorno da una missione, Sebastiano aveva trovato la moglie e la figlia morte, crudelmente assassinate. Distrutto dal dolore, aveva lasciato la Compagnia. Ora, però, accanto a Maria, morente, comprende che l'omicidio della sua famiglia non ha nulla a che fare con le sue azioni e che la vendetta è ancora possibile.

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