Copertina L’allegria, il pianto, la vita

Descrizione

La natura più profonda dell'uomo tende alla pace o alla guerra? Quale dei due sentimenti il potere e l'amore è quello che più fa girare la ruota della vita? E come si colloca la politica tra queste spinte contrapposte? Guardando ai grandi modelli classici, dagli Essais di Montaigne allo Zibaldone di Leopardi, Eugenio Scalfari compone con sapienza e fervido acume il suo breviario filosofico, personalissimo e universale. Il passato infatti è un deposito. Vive nella memoria, cambia con la memoria. Non è un cimitero, niente affatto, piuttosto una sorgente a cui attingere riflessioni, letture amate, aneddoti. Ma per la prima volta nella scrittura di Scalfari, è la forma letteraria del diario a dare scansione al pensiero. A essere registrati non sono tanto gli accadimenti, ma i mutamenti interiori generati dalla realtà intorno a noi. L'insoddisfazione per la classe dirigente attuale, per esempio, e per il popolo che la seleziona ed elegge. L'esigenza di riaccostarsi a certi classici del pensiero politico, da Bakunin a Mazzini a Machiavelli. Ma anche il ricordo intimo di momenti dolorosi, che lo hanno portato al pianto: la morte del padre, quella della prima moglie, o la separazione dalla donna più amata. O, ancora, la morte degli amici Enrico Berlinguer e del padre-maestro Mario Pannunzio, col quale il rapporto si era ormai guastato. E, inaspettatamente, l'emozione incontenibile alla notizia appresa dalla radio della scomparsa di Louis Armstrong.

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