Copertina In lode della guerra fredda : una controstoria

Descrizione

Durante la guerra fredda i due blocchi si puntellavano a vicenda e il potere dell'uno giustificava quello dell'altro. Al di là dell'aggressività delle reciproche propagande ogni blocco sapeva che lo scoppio di una guerra fra due potenze nucleari avrebbe avuto conseguenze disastrose per tutti. Questo non impedì a ciascuno dei due blocchi di promuovere i propri interessi e di allargare per quanto possibile la propria area d'influenza. Ma erano entrambi consapevoli dei propri limiti. Ne avemmo la prova durante la crisi ungherese del 1956, quella dei missili cubani nel 1962, la lunga guerra del Vietnam, la crisi in Cecoslovacchia nel 1968, quella afghana del 1979. Con la caduta del muro di Berlino, il crollo del blocco sovietico, la disintegrazione dell'URSS e il declino delle ideologie, rinascono i nazionalismi, i confini diventano di nuovo contestabili e contesi, scoppiano le guerre: moldavi contro russi e ucraini in Transnistria; armeni contro azeri nel Nagorno Karabach; ceceni contro russi in Cecenia; georgiani contro abcazi, osseti e russi in Georgia; serbi contro croati, musulmani bosniaci e albanesi nella ex Jugoslavia; più recentemente cinesi contro giapponesi, vietnamiti e filippini negli arcipelaghi dei mari della Cina; russi contro ucraini nel bacino del Don nella Nuova Russia, uiguri contro han in Cina. Nell'Europea centro-occidentale non scoppiano guerre, ma alla maggiore integrazione dell'Unione Europa corrispondono i movimenti separatisti dalla Catalogna al Veneto.

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