I disturbi specifici di apprendimento | Approfondimento

Disturbi Specifici di Apprendimento: cosa sono?

I Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) sono una delle problematiche prevalenti che si riscontrano in età scolare.

Analizzando il modo in cui vengono chiamati è possibile comprendere meglio di cosa si tratta:

  • Disturbi – sono disturbi del neurosviluppo, che hanno cioè il loro esordio nel periodo dello sviluppo
  • Specifici – indica che vi è una discrepanza tra il quoziente intellettivo e le abilità scolastiche. Il primo infatti risulta essere nella norma, mentre le seconde si delineano significativamente sotto la norma e quindi vengono interessate in modo specifico
  • Apprendimento – riguardano la lettura, la scrittura, il calcolo e quindi appunto gli apprendimenti

Si tratta quindi di disturbi di origine neurobiologica e persistenti per tutta la vita, che si manifestano nella difficoltà di lettura, di calcolo, di abilità grafo-motoria e di ortografia. Tutto ciò avviene a fronte di abilità intellettive nella norma, esperienza scolare adeguata, assenza di alterazioni neurosensoriali e di svantaggi ambientali socio-culturali.

Il termine Disturbi Specifici di Apprendimento si riferisce ad un gruppo eterogeneo di disturbi, infatti tra essi troviamo:

  • Dislessia – disturbo dell’abilità di decodifica del testo in termini di velocità e correttezza
  • Disortografia – disturbo dell’abilità di fonografica e competenza ortografica (regole di trascrizione nelle parole irregolari, in cui non vi è corrispondenza fonema-grafema)
  • Disgrafia – disturbo dell’abilità grafo-motoria, per cui l’atto della scrittura
  • Discalculia – disturbo dell’abilità di numero e di calcolo, ovvero della capacità di comprendere ed operare con i numeri

Il riconoscimento e la definizione di queste problematiche sono stati definiti con la Legge n. 170 dell’8 ottobre 2010, la quale ha anche stabilito nuove norme nell’ambito della diagnosi precoce, del trattamento e del supporto in ambito scolastico.

Secondo un report della Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, il 10-20% dei soggetti italiani in età scolare mostra difficoltà di apprendimento scolastico. Di questi il 2-5% è rappresentato dai DSA.

Questa percentuale è correlata anche alla complessità ortografica. Per comprendere il significato di complessità ortografica occorre fare riferimento al concetto di trasparenza/opacità della lingua: le lingue trasparenti sono quelle in cui vi è un’elevata corrispondenza tra lo scritto e il parlato, come ad esempio l’italiano, mentre le lingue opache sono quelle in cui non vi è una corrispondenza diretta tra la pronuncia della parola e la sua forma scritta, come ad esempio l’inglese. Per questo motivo, sebbene i DSA siano una delle più frequenti problematiche in età scolare, rappresentano solo una parte della percentuale di soggetti italiani con difficoltà di apprendimento.

Cause e fattori di rischio dei DSA

La causa dei DSA è da ricercarsi in alterazioni neurobiologiche a livello cerebrale, che interferiscono con il processo di acquisizione delle abilità di lettura, scrittura e calcolo. In parole più semplici, il cervello dei soggetti con DSA è strutturato e lavora in modo differente rispetto alle altre persone.

La Consensus Conference del 2007 ha individuato diversi fattori che possono aumentare il rischio che si manifesti un DSA:

  • Due o più anestesie generali successive al parto, prima del quarto anno di vita
  • Presenza di disturbo di linguaggio
  • Sesso maschile – c’è una prevalenza del disturbo nei maschi, con un rapporto maschi-femmine di 3:1
  • Storia genitoriale di alcolismo o di disturbo da uso di sostanze
  • Familiarità
  • Esposizione prenatale alla cocaina
dsa alunno a scuola

Sintomi dei DSA

I sintomi dei DSA sono vari e la loro espressività dipende dall’area interessata.

Nel caso della Dislessia si assiste a difficoltà legate alla lettura corretta ed adeguatamente rapida. Inoltre può essere inficiata anche la comprensione del testo.

Nella Disortografia si osservano errori nella transcodifica del linguaggio orale nel linguaggio scritto, ad esempio nei dettati, e problematiche nella capacità di scrivere in modo scorrevole.

La Disgrafia causa difficoltà nell’impostazione dell’atto motorio finalizzato alla scrittura, conseguentemente emergono lentezza nello scrivere, dimensioni ed allineamento differenti tra le lettere, scarsa decodifica di quanto scritto anche da parte del soggetto stesso.

Infine per quanto riguarda la Discalculia si possono riscontrare problematiche relative alla comprensione dei numeri e delle quantità che rappresentano, alla capacità di apprendere la metodologia delle operazioni e alla trascrizione dei numeri anche nei loro corretti rapporti posizionali (unità, decine, centinaia…).

Tali sintomi possono presentarsi in associazione (es. Dislessia e Discalculia) oppure in modo isolato in un’area specifica. La manifestazione è differente per ogni soggetto, con una prevalenza di espressione maggiore intorno agli 8/10 anni di vita. Ciò è determinato dal fatto che l’acquisizione della letto-scrittura e del calcolo nei bambini più piccoli è altamente variabile e non dipende direttamente dal percorso scolastico, quindi nei soggetti con meno di 8 anni la prevalenza è minore.

Diagnosi dei DSA

La diagnosi di DSA prevede l’intervento di un’équipe multidisciplinare costituita da Neuropsichiatra Infantile, Psicologo e Logopedista. Ognuna di queste figure professionali si occupa di valutare differenti e specifiche aree dello sviluppo del bambino.

Il Neuropsichiatra Infantile si occupa di:

  • Raccolta anamnestica – si tratta della raccolta delle informazioni importanti, tra cui dati anagrafici, anamnesi personale (gravidanza, eventuali patologie, tappe di sviluppo), anamnesi familiare ed anamnesi scolastica
  • Esame neurologico – esame obiettivo che serve ad escludere deficit sensoriali che potrebbero condurre ad una difficoltà nell’area degli apprendimenti

Lo Psicologo si occupa di:

  • Valutazione cognitiva – valutazione delle abilità cognitive tramite la somministrazione di test standardizzati, che permettono di rilevare il quoziente intellettivo del paziente. Ne è un esempio la WISC-IV
  • Colloqui con l’utente – finalizzati a constatare l’eventuale presenza di altre difficoltà, come ad esempio le interferenze emotive, che possono amplificare l’espressività delle problematiche

Il Logopedista si occupa di:

  • Valutazione delle abilità scolastiche – attraverso test standardizzati, grazie ai quali si raggiunge una valutazione qualitativa e quantitativa delle prestazioni del soggetto
  • Eventuale approfondimento delle competenze linguistiche

In seguito alla valutazione da parte di ogni singolo professionista, viene organizzata una riunione di équipe in cui vengono integrate tutte le informazioni raccolte per ottenere il profilo funzionale completo del bambino ed emettere la diagnosi. Successivamente vi è una restituzione alla famiglia dei risultati emersi dalla valutazione.

La diagnosi di Dislessia, Disgrafia e Disortografia è effettuabile a partire dalla fine della 2a classe elementare, mentre per la diagnosi di Discalculia occorre attendere la fine della 3a elementare poiché le operazioni con i numeri vengono affrontate successivamente nella formazione scolastica.

Per la diagnosi di DSA ci si basa su due parametri:

  • Prestazioni relative alla rapidità – devono essere inferiori alle -2 deviazioni standard
  • Prestazioni relative all’accuratezza – devono essere inferiori al 5° percentile

La diagnosi di DSA non è effettuabile da tutti i Neuropsichiatri Infantili, gli Psicologi e i Logopedisti, ma solamente dai professionisti che hanno seguito una determinata formazione teorica e pratica di tirocinio in questo campo.

I servizi abilitati alla diagnosi di DSA, a cui si può rivolgere la famiglia, sono i seguenti:

  • Servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza pubblici e privati accreditati
  • Servizi di riabilitazione dell’età evolutiva privati accreditati
  • Équipe di professionisti autorizzati dalle ATS ad effettuare la prima certificazione diagnostica dei DSA valida ai fini scolastici, con costi a carico della famiglia

Prognosi dei DSA

I DSA rappresentano un disturbo di tipo cronico, ma l’espressività varia in relazione a due fattori importanti:

  • Età
  • Richieste che provengono dall’ambiente

Quindi la manifestazione dei DSA varia da soggetto a soggetto, poiché questa difficoltà presenta caratteristiche differenti nel corso dell’età evolutiva.

Il corso evolutivo dei DSA dipende da variabili indipendenti tra loro:

  • Presenza di eventuali comorbilità – ad esempio disturbo dell’attenzione e dell’iperattività, fenomeni depressivi, disturbo dell’attenzione senza iperattività e disturbi della condotta
  • Qualità dell’adattamento – sia da parte del soggetto nei confronti degli strumenti forniti, sia da parte dell’ambiente nel mettere in atto modificazioni adeguate per il soggetto
  • Evoluzione a distanza dell’efficienza del processo di letto-scrittura e calcolo
  • Avanzamento della carriera scolastica

La prognosi evolve in maniera differente dei diversi soggetti, come già anticipato, e può essere influenzata da:

  • Tempestività degli interventi – interventi precoci e tempestivi migliorano la prognosi
  • Adeguatezza degli interventi
  • Associazione delle difficoltà nelle diverse aree
  • Compliance ambientale – nell’adesione al trattamento

Trattamento dei DSA

Il percorso di trattamento dei DSA si pone l’obiettivo di migliorare le prestazioni del soggetto, sebbene le difficoltà non siano del tutto eliminabili poiché, come si è già detto, si tratta di un disturbo permanente.

In base alla componente compromessa (lettura, scrittura o calcolo) vengono proposti degli esercizi calibrati sulle abilità attuali del soggetto, in modo che non siano né troppo semplici né troppo complessi ma che richiedano contemporaneamente una prestazione leggermente superiore a quella attuale per promuovere l’emergere di nuove acquisizioni. In questa area del trattamento interviene generalmente il Logopedista.

Inoltre può essere previsto in parallelo anche un percorso con lo Psicologo, qualora siano presenti delle interferenze emotive che necessitano di essere modulate per consentire alla persona di approcciarsi in modo più sereno e sicuro a determinati compiti per poter migliorare le proprie abilità.

Strumenti dispensativi e strumenti compensativi per i DSA

Parallelamente al trattamento tradizionale possono essere previsti strumenti dispensativi e compensativi che supportino la persona durante lo svolgimento di compiti in cui riscontra delle difficoltà. Gli strumenti dispensativi sono strategie didattiche che permettono allo studente di raggiungere gli obiettivi formativi, gli strumenti compensativi invece consentono di superare una difficoltà permettendo allo studente di far emergere le proprie potenzialità.

In particolare le Linee Guida del Miur del 2011 in questo ambito hanno definito:

  • Strumenti dispensativi – interventi che consentono all’alunno o allo studente di non svolgere alcune prestazioni che, a causa del disturbo, risultano particolarmente difficoltose e che non migliorano l’apprendimento
  • Strumenti compensativi – strumenti didattici e tecnologici che sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta nell’abilità deficitaria

Tra gli strumenti compensativi troviamo software per il PC, libri digitali, audiolibri (cos’ è un audiolibro), sintesi vocale, tastiera fisica o virtuale personalizzata, correttore e predittore ortografico, registratore.

Tutti questi rappresentano dei facilitatori rispetto al compito, non andando tuttavia ad escludere completamente il soggetto ma consentendogli, attraverso tale facilitazione, di supportare le proprie abilità.

Ad esempio gli audiolibri risultano particolarmente utili nei casi di Dislessia, per consentire una sequenzialità della lettura che la persona altrimenti non avrebbe.