Copertina Tristi tropici

Descrizione

Dal Mato Grosso all'Amazonia, lo straordinario racconto delle spedizioni etnologiche di Lévi-Strauss presso le tribù indigene del Brasile, tra rigore scientifico e avventura. "Ho cercato la mia strada molto a lungo... In etnologiaa sono un completo autodidatta. Una prima rivelazione l'ho avuta per ragioni inconfessabili: smania di evasione, desiderio di viaggiare." Queste parole di Claude Lévi-Strauss riassumono felicemente il senso di Tristi Tropici, resoconto delle spedizioni compiute dall'autore nel Mato Grosso e nella foresta amazzonica. Quando Lévi-Strauss, nel 1934, arrivò a San Paolo per ricoprire la cattedra di sociologia all'università, il suo interesse per l'antropologia era allo stadio di una passione vaga, non ancora concretizzata. Una volta giunto in Brasile, la curiosità per le culture indigene e il desiderio di visitare un paese in gran parte inesplorato spinsero il giovane studioso a organizzare diversi viaggi di ricerca. Lévi-Strauss entrò così in contatto con diverse tribù autoctone, e potè conoscerne direttamente le usanze e la vita quotidiana. Da questa esperienza nacque Tristi tropici, la cui grande popolarità presso i lettori si spiega grazie alla sua forma e allo stile di scrittura, ben diversi da quelli di molti saggi antropologici: in un racconto vivo ed emozionante, si intrecciano descrizioni degli uomini e della natura, aneddoti, considerazioni filosofiche e narrazioni delle innumerevoli avventure quotidiane del ricercatore. Ne emerge il ritratto di un'umanità multiforme, di cui fanno parte villaggi indigeni, piccole colonie del Vecchio mondo e accampamenti di cercatori d'oro, tutti accomunati dallo sforzo di sopravvivere in un ambiente estremo, che spinge al limite la capacità di adattamento della nostra specie.

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