Copertina Il giardino del luppolo

Descrizione

Adolf Kolmar è un giovane sensibile, emotivamente e psichicamente instabile. La sua storia comincia nel 1910 a Muehlbach nell'Hallertau in mezzo alle colline coperte di luppolo. Adolf non è un ragazzo facile: soffre di crisi di soffocamento, è gracile e finisce con il coltivare un mondo interiore e un isolamento che fanno a pugni con la franca irruenza del fratello Franz e con il solerte entusiasmo dell'amico Max. Le cose si fanno ancora più complicate quando comincia a soffrire di allucinazioni: è il Male (fantasmi, voci, apparizioni) che lo tiene all'erta, ed è un Male che, con l'avvento del nazismo, viene sempre più a coincidere con il lucido presagio di una tragedia di proporzioni immani. La Germania "si allinea" e a suo modo Adolf, che non è un eroe o un militante comunista come Max, fa resistenza. La sua è una coscienza cristiana, irrorata di pacifismo quacchero, incline al compromesso ma pronta a destarsi in indignazione e furore quando Adolf è visitato dalle sue visioni, sino alla paranoia e alla schizofrenia. La ripresa degli studi, l'insegnamento e l'amore per la sensualissima Elke non bastano. Il mondo che gli sta intorno precipita nel caos e nel sangue, e, malgrado la sua sensibilità lo esponga al pericolo, Adolf sembra passare indenne. Come se il mondo non lo ascoltasse. Come se la sua presenza non contasse. Come se fosse segnato da una insondabile innocenza. O come se qualcuno lo proteggesse.

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