Copertina dell'audiolibro L’umiltà del male

Descrizione

Ogni paese ha bisogno di un'elite di persone competenti e coraggiose, capaci di pagare di persona la fedeltà alle proprie idee. Senza la loro spinta morale e il loro esempio la politica muore, perde legittimità e si riduce ad appannaggio di una casta. Ma questa spinta da sola non basta: essa deve saper innescare una politica capace di confrontarsi con la maggioranza degli uomini e misurarsi con le loro differenze e la loro imperfezione. Essa è costretta a riconoscere l'esistenza di una zona grigia dove i confini tra il bene e il male sono confusi e incerti, un territorio nel quale il male è abituato a muoversi e con cui ha molta più confidenza dei santi e degli eroi. Il Grande Inquisitore, il corrotto manipolatore fra i personaggi simbolo di Dostoevskij, è un lucido conoscitore degli uomini e ha fondato il suo regno sulle loro debolezze. Egli non solo le conosce, ma le coltiva e le moltiplica: e se una voltasi limitava a esaltare la voluttà della sottomissione, attraverso il miracolo, il mistero e l'autorità, oggi sembra aver arricchito il proprio repertorio. Ormai da tempo ha cambiato spalla alle proprie armi e offre, su tutti i canali e con innegabile successo, dosi crescenti di volgarità ed esibizionismo, così popolari nella nostra società del voyeurismo organizzato, nella quale la dignità, il pudore e il rispetto degli altri appaiono fossili di epoche passate. Se vogliono far crollare questo potere, i migliori devono smettere di guardare la maggioranza degli uomini dall'alto in basso.

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