Copertina Ma dove sono finito?

Descrizione

E se un giorno ti svegliassi e non fossi più a casa tua, ma in un altro continente? E se poi, dopo l'iniziale e più che comprensibile smarrimento, ti accorgessi di essere addirittura finito in un altro secolo? Roberto, il protagonista di questo romanzo, precipita non una, ma ben sette volte da una zona del mondo all'altra e sempre più indietro nel tempo. E tutto per colpa degli occhi: se non sta attento e se li strega, ad esempio mentre guarda la televisione (o un quadro), finisce dritto filato nella scena del film (o del dipinto) che sta vedendo. E a quel punto può andargli bene ma anche andargli male: perché se «oltre lo specchio» ci sono sommosse, guerre, carri armati, bande di briganti, non c'è molto da stare allegri; se invece ad attenderlo ci sono gli occhi verdi di Caroline o il sorriso di una Principessa, beh, allora le cose cambiano e viaggiare nel tempo può essere addirittura divertente. Col passare degli anni (o dovremmo dire dei secoli?) le perplessità di Roberto però aumentano: perché lui sa un'infinità di cose che gli altri (pittori, gioiellieri, filosofi, principi e chi più ne ha più ne metta) non sanno, perché deve sempre stare attento a non fare il saccente e a non svelare il proprio segreto. Alla fine - ormai vive ad Amsterdam nel 1612 - decide che forse è il caso di tornare al futuro e con un trucco rientra alla base: ma anche qui c'è qualche piccola sorpresa ad attenderlo...

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