Copertina La politica senza politica: perché la crisi ha fatto…

Descrizione

Prima c’è stata la crisi economica. Una crisi tanto dura da far pensare agli anni della Grande Depressione. In America trenta milioni di persone hanno perso la casa. In Italia interi distretti industriali sono svaniti nel nulla. Così è iniziato il rancore. La rabbia di chi non ha più niente da perdere o di chi vuole difendere quanto gli è rimasto. La paura che si prova quando non si capisce più cosa sta succedendo; la solitudine degli esclusi. A questa paura, talvolta irrazionale, ma comunque reale, la politica ha opposto un assordante silenzio. Sentendosi ignorati molti hanno perso ogni fiducia in quei partiti, soprattutto di sinistra, dai quali in passato si erano sentiti rappresentati. E si sono rivolti a forze nuove, che alle loro preoccupazioni hanno saputo dare risposte facili e perlopiù reazionarie. Revelli in queste pagine svela con lo sguardo del sociologo, attento ai numeri ma soprattutto alle persone, come il populismo non sia un mostro apparso all’improvviso dall’oscurità, ma l’effetto di un deficit di rappresentanza, che non possiamo fingere di ignorare se vogliamo costruire una vera alternativa politica ai nuovi fascismi.

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