A Longarone il lancio delle Paralimpiadi – Atto finale della mostra “Scie di gloria”

Un momento che il Circolo Cultura e Stampa Bellunese ha promosso insieme al Coni di Belluno per presentare l’evento

Da Longarone Fiere, il lancio di una grande Paralimpiade. La numero XIV, quella di Milano Cortina 2026. Lo dicono i numeri: 612 atleti iscritti, record assoluto finora. E in crescita è anche il numero delle nazioni partecipanti: 56 da 5 continenti. A fare da traino, ieri sera, l’atto conclusivo della mostra “Scie di gloria”, con l’evento “Paralimpiadi di Milano Cortina 2026. Discipline, accessibilità e testimonianze”. Un momento che il Circolo Cultura e Stampa Bellunese ha promosso insieme al Coni di Belluno. Impreziosito anche dalle presenza istituzionale del presidente della Provincia Roberto Padrin, del delegato bellunese Coni Simone Soccal, di Davide Giozet e Massimo Bortoluzzi.

Innanzitutto, per approcciarsi ai Giochi che si svolgeranno tra Cortina, Milano e Tesero tra i 6 e il 15 marzo, è opportuno conoscerle a dovere. A questo ci ha pensato il giornalista sportivo Ilario Tancon, che ha spiegato nel dettaglio le sei discipline (para sci alpino, para snowboard, curling in carrozzina, biathlon e sci di fondo paralimpici, hockey su slittino), le categorie, le gare. E le medaglie, circa il 70% delle quali saranno assegnate nella Regina delle Dolomiti. Giuseppe Fasiol, commissario straordinario del Governo per le Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, ha poi rimarcato una volta in più l’impegno a favorire l’inclusione sociale ed abbattere le barriere architettoniche e culturali.

A promuovere i principi del movimento paralimpico secondo i valori dell’agonismo, rispetto e sportività, nonché una rinnovata cultura della disabilità. E, collegato, l’adattamento del linguaggio partendo dal concetto di persona. Soprattutto, Fasiol ha posto la lente sugli investimenti fatti sulle infrastrutture olimpiche e paralimpiche: dall’Arena di Verona all’Ice Hockey Arena Santa Giulia di Milano e il Tesero Cross-Country Skiing Stadium. E naturalmente Cortina Curling Olympic Stadium, Cortina Para Snowboard Park e Tofane Alpine Skiing Centre. A seguire, Nicola Petrone, docente del Dipartimento di ingegneria industriale dell’Università di Padova, ha trattato della ricerca a supporto di sicurezza e prestazione negli sport paralimpici. Un intervento, il suo, di passione per lo sport con sguardo tecnico. «Come facciamo ad immaginare sport senza attrezzi e ausili?», si è chiesto, spiegando come il suo ambito di ricerca si occupa di potenziare le capacità, proteggere, assistere e supportare l’atleta. Un lavoro da cui si traggono benefici per ispirazione, inclusione, diffusione, solidarietà, accoglienza ed accessibilità.

«Un’esperienza straordinaria ed emozionante», ha ribadito, a conclusione della mostra, Luigino Boito, presidente del Circolo Cultura e Stampa. «Questi Giochi, al netto di qualche ombra, hanno dato al Bellunese infrastrutture migliorate, impianti rinnovati come le piste Monti e del Faloria, una sanità rinforzata, servizi potenziati. Un’eredità da salvaguardare».