Copertina La reliquia di Costantinopoli

Descrizione

Venezia, 1565. Mentre la peste miete decine di vittime al giorno, un uomo attende nell'ombra che un pizzicamorti (così venivano chiamati i becchini) riporti alla luce la tomba del chierico Gregorio. Quello che all'uomo interessa, tuttavia, non è il cadavere di colui che fu suo precettore molti anni prima, ma il suo diario. In quelle pagine scolorite il chierico racconta, infatti, un'impresa eccezionale che lo ha visto protagonista durante l'assedio di Costantinopoli. E' l'avvincente racconto che si dipana in queste pagine, e che comincia una decina d'anni prima, precisamente nel 1453, quando lo sterminato esercito di Maometto II circonda la città per porre fine alla rete di traffici commerciali che da lì partono verso l'Occidente e, in particolar modo, verso Venezia, e per spazzare via l'ultima traccia di Occidente cristiano sulle rive del Bosforo, la città considerata sacra dai cristiani per l'enorme quantità di reliquie custodita tra le sue mura. Mentre l'assedio inizia e lo sparuto esercito di genovesi, greci e veneziani sperimenta sulla propria pelle i primi cannoni della storia, il chierico Gregorio ha un'idea: se prima della caduta di Costantinopoli, lui avrà recuperato tutte le reliquie della cristianità presenti nelle chiese e nel Grande Palazzo imperiale, il piano di Maometto II resterà incompleto. In compagnia del mercante ebreo veneziano Malachia Bassan, Gregorio inizia così una disperata corsa contro il tempo che, tra fughe, travestimenti, indovinelli enigmatici e incontri stupefacenti, lo porterà dove non credeva di poter mai arrivare.

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