Storie di Natale

Il freddo è arrivato, le città cominciano ad essere addobbate, le luci della festa si accendono ogni sera: si sta avvicinando il Natale.

L’atmosfera natalizia si diffonde sempre prima ogni anno che passa. Già a fine Novembre iniziano a sbucare abeti decorati e maglioni di dubbio gusto.
In Italia la tradizione è di preparare la casa per le feste l’8 dicembre, giorno dell’Immacolata Concezione, simbolo di rinascita e purezza. La parte più tradizionale delle decorazioni è certamente il presepe, introdotto nel 1223 da San Francesco, che in Umbria allestì il primo presepe vivente della storia rappresentando la sacra famiglia tra le strade del paesino.

L’altro protagonista indiscusso di questa celebrazione è l’albero di Natale. Originaria dell’Estonia, questa usanza si è diffusa in tutto il mondo, fino ad arrivare nel Palazzo del Quirinale quando nella seconda metà dell’Ottocento la Regina Margherita di Savoia fece addobbare il primo abete natalizio.

Ne “Il pianeta degli alberi di Natale” un bambino di nome Marco atterra in un mondo dove è sempre Natale, è severamente proibito fare la guerra e dove a comandare sono bambini come lui. In questa favola per bambini è racchiuso tutto l’umorismo della scrittura di Rodari, che riesce ad analizzare la società contemporanea attraverso gli occhi dei più piccoli.

L’attrazione principale per i bambini è sicuramente Babbo Natale, che con le sue renne e gli aiutanti elfi ogni anno nella notte del 24 Dicembre si presenta carico di doni e dolciumi per tutti. Joulupukki, in finlandese, abita in Lapponia insieme a Mamma Natale all’interno di una montagna segreta a tre orecchie grazie alle quali riesce ad ascoltare tutti i desideri dei bambini nel mondo.

Dalla Vigilia alla befana il cibo unisce tutto il mondo. I cenoni e i pranzi di Natale sono una consuetudine indispensabile per riunire le famiglie e festeggiare con lo spirito giusto.
Tra tacchini, lasagne, Christmas pudding e panettoni l’atmosfera diventa gioiosa e nasce così la voglia di condividere. Spesso, però, organizzare un cenone è stressante e si può trasformare in una commedia all’italiana, come ne “La cena di Natale” di Luca Bianchini, dove Matilde, improvvisando un ricevimento a casa sua, a Polignano a Mare, tra frecciatine, scene ridicole e porzioni abbondanti ne combinerà di tutti i colori.

Per chi, come il Grinch, non riesce a sopportare il Natale e prenoterebbe una vacanza su Marte ogni anno durante questo periodo la lettura di “Un canto di Natale” può essere terapeutica. Se neanche il fantasma del Natale passato riesce a farvi cambiare idea vi potete sempre rifugiare in un giallo come “Il Natale di Poirot”, dove una tipica riunione familiare si trasforma in tragedia ed emerge un nuovo mistero da risolvere.

In Islanda la tradizione più diffusa è la Jólabókaflód, letteralmente alluvione di libri per Natale.
Dopo il 1944, quando la carta era uno dei pochi beni non razionati i regali natalizi erano molto spesso libri. Da questa usanza nasce l’amore per la lettura degli islandesi che ancora oggi si scambiano montagne di libri che iniziano a leggere, tra una cioccolata calda e dei biscotti alla cannella, già il 24 dicembre.

Che sia per fuggire dalla realtà o per entrare nello spirito giusto, quindi, un libro a Natale è sempre gradito.

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