Differenze tra non vedente e ipovedente | Approfondimento

Le differenze tra non vedente e ipovedente non sono sempre chiare e spesso si tende ad equiparare i due casi o a confondere le due condizioni. In entrambi i casi parliamo di condizioni di disabilità visiva, ossia: una perdita parziale o totale della capacità di un individuo di compiere gli atti della vita quotidiana che richiedono il controllo visivo.

L’organizzazione mondiale della sanità (OMS) definisce la disabilità visiva in base a due fattori: l’ampiezza del campo visivo ed il visus. Nel primo caso è determinata “dalla scena visibile dal soggetto con uno o con entrambi gli occhi, quando egli fissa un punto davanti a sè“. Il Visus invece è: “la capacità di distinguere ad una distanza data determinate forme oppure di discriminare due punti vicini tra loro“.

Ipovedente

Nel linguaggio medico, con ipovisione si intende una condizione di deficit dell’acutezza visiva. Può derivare da fattori congeniti oppure acquisiti: tradotto, significa che un soggetto ipovedente può esserlo dalla nascita oppure diventarlo. La sua patologia può essere più o meno grave, così come può essere permanente o solo temporanea. Anche il grado di ipovisione fa ovviamente la differenza e può pesare sulla quotidianità di una persona: come è facilmente comprensibile, la vista è fondamentale per l’interazione con il mondo circostante e quando l’ipovisione è grave molto spesso corrisponde alla cecità.

Parliamo di ipovisione grave quando si verifica un residuo visivo non superiore a 1/10 in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore – anche in caso di correzione – e un residuo perimetrico binoculare inferiore al 30%. Con l’ipovisione moderata riscontriamo un residuo visivo non superiore a 2/10 in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore – anche con correzione – e un residuo perimetrico binoculare inferiore al 50%. L’ipovisione lieve si verifica invece quando il residuo visivo non supera I 3/10 in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore – anche con correzione – e il residuo perimetrico binoculare è inferiore al 60%.

Ipovisione centrale ed ipovisione periferica

L’ipovisione può essere inoltre classificata in due ulteriori tipologie, a seconda della patologia a monte: ipovisione centrale e ipovisione periferica. L’ipovisione centrale è causata da problematiche che riguardano la macula ed il soggetto ha problemi visivi concentrati nella parte centrale del campo visivo. L’ipovisione periferica invece si ha quando vi è la compromissione della retina ed il paziente che ne soffre ha problematiche visive nella parte più laterale.

Non vedente

Chiarito il concetto di ipovisione, quando una persona viene definita non vedente o cieca? Quando l’acuità visiva corretta nell’occhio migliore è inferiore a 1/20, così come definito con la Legge n. 138 del 3 aprile 2001, che classifica e quantifica il quadro delle minorazioni visive e norme in materia di accertamenti oculistici. Le cause principali che portano alla condizione di cecità sono la cataratta ed il glaucoma. L’OMS stima che nel mondo vi siano 200 persone non vedenti ogni 100.000 abitanti; si parla di stima in quanto per alcune nazioni del terzo mondo non è purtroppo possibile reperire dati statistici attendibili. In Italia secondo l’ultimo dato ISTAT le persone che si trovano nella condizione assoluta di non vedenti sono lo 0,3% della popolazione.

Conclusioni

Abbiamo visto come entrambe le condizioni possano più o meno inficiare la quotidianità dei soggetti colpiti. Tuttavia i progressi tecnologici e strumentali, insieme al supporto economico e terapeutico, consentono di garantire a ciechi e ipovedenti una buona qualità di vita. Anche le attività ricreative dedicate e strumenti come audiolibri o libri braille contribuiscono in tal senso.