L’IMPORTANZA DEL LIBRO PARLATO PER L’INCLUSIONE

Per molti studenti, all’inizio dell’Anno Scolastico si presenta un grosso problema: “come disporre di libri di testo accessibili per me, che non sono in grado di leggere autonomamente quelli a stampa?”. In Italia si contano circa centocinquantamila ciechi totali, mezzo milione di ipovedenti di vario grado e circa due milioni di persone con dislessia, discalculia ecc.

Oltre a queste categorie ci sono anche molti disabili motori e anziani non autosufficienti che si trovano nelle stesse condizioni riguardo la lettura.

La maggior parte di queste persone non è in grado di leggere i normali libri a stampa e per studiare sono costretti a trovare qualche forma di aiuto.

 

I CENTRI DEL LIBRO PARLATO

Da oltre venti anni faccio volontariato per il Centro Internazionale del Libro Parlato A. Sernagiotto, una ONLUS che da più di trent’anni si occupa della registrazione di libri a uso delle persone che non sono in grado di leggere autonomamente. Ultimamente abbiamo appreso dell’emanazione del DM 239/2007 che potrebbero mettere seri limiti alla nostra attività di volontariato e siamo molto preoccupati.

 

LA STORIA

In Italia i Centri del Libro Parlato nascono con la Legge 633/1941 sul Diritto d’Autore che all’Art. 71 dice: «Ai portatori di particolari handicap sono consentite, per uso personale, la riproduzione di opere e materiali protetti o l’utilizzazione della comunicazione al pubblico degli stessi, purché siano direttamente collegate all’handicap, non abbiano carattere commerciale e si limitino a quanto richiesto dall’handicap».

Sulla base di questa disposizione sono nati gruppi di volontari che inizialmente hanno utilizzato i vecchi registratori a cassetta per registrare libri di ogni genere, rendendo possibile la loro fruizione a chi non poteva entrare in libreria, portare a casa un libro stampato e leggerlo autonomamente.

Il Centro per cui io sono “donatore di voce” è nato nel 1983 quando la Comunità Montana Feltrina ha pensato di creare piccole biblioteche decentrate nei paesini di montagna che la circondano.

L’incarico è stato dato al Maestro Gualtiero Munerol che, dopo avere organizzato queste biblioteche, si è accorto che rimanevano molte persone che non erano in grado di utilizzare la novità. Si è rivolto a parenti e amici amanti della lettura e li ha pregati di registrare dei libri. Quando queste audiocassette sono state distribuite nelle biblioteche, le persone che finalmente potevano “leggere” i libri hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa. La cosa si è sviluppata in maniera talmente rapida che la Comunità Montana ha dato vita nei suoi locali, sostenendone i costi, a un Centro del Libro Parlato.

L’iniziativa è uscita rapidamente da confini della Provincia e della Regione e attualmente i suoi libri parlati raggiungono tutte le regioni italiane e, sia pure in maniera molto minore, anche paesi esteri. Nel 1998 lo Stato ha riconosciuto l’utilità di questa struttura e le ha concesso un contributo annuo che le ha permesso di svincolarsi dalla Comunità Montana e di diventare una ONLUS indipendente con sede a Feltre.

Nel frattempo la tecnologia avanzava, e nel 2002, si è passati dalla registrazione analogica con registratori a cassette alla registrazione digitale fatta su computer e riversata poi su CD.

Diversi anni dopo la crescente velocità delle linee ha permesso la creazione di un portale da cui gli utenti possono scaricare i Libri Parlati direttamente a casa propria.

Nel sito www.libroparlato.org è possibile consultare il catalogo delle opere disponibili e trovare ulteriori informazioni sul Centro.

 

CHI UTILIZZA I LIBRI PARLATI?

Contrariamente a ciò che accade nelle biblioteche, in cui un apposito comitato sceglie i libri da mettere a catalogo, i Centri del Libro Parlato operano quasi esclusivamente su richiesta.

In particolare, il servizio socialmente più utile è quello della registrazione di libri di testo per studenti di ogni ordine e grado.

Inizialmente, siamo partiti registrando per i ciechi, ma quando ci siamo resi conto che anche i dislessici, pur vedendoci perfettamente, non sono in grado di leggere in autonomia, una parte notevole della nostra attività è stata rivolta a loro: si calcola che il 4-5% della popolazione scolastica abbia forme di dislessia più o meno gravi.

Naturalmente, dato che questa esenzione dal pagamento di diritti d’autore è concessa solo a persone disabili, l’iscrizione al servizio del Centro è riservata a chi ha una certificazione di una disabilità che impedisca la lettura.

 

LIBRI PARLATI PER STUDENTI

Lo studente acquista normalmente il libro di testo scelto per la sua classe, poi lo invia al centro, che reperisce fra i suoi “donatori di voce” quello che meglio è in grado di registrarlo.

Se infatti tutti possono registrare libri di narrativa, per i libri scolastici, in special modo per quelli delle scuole superiori e dell’Università, occorrono specifiche competenze che non tutti hanno.

Fortunatamente, fra i “donatori di voce” ci sono laureati in tutte le discipline umanistiche e tecniche per cui si riesce sempre a trovare la persona adatta.

Quando le scuole fanno la scelta dei libri di testo, siamo letteralmente assaliti da una montagna di richieste di genitori che ci mandano i libri dei loro figli affinché vengano trasformati in strumenti fruibili. Ma non sono solo i genitori a chiedere per i loro figli: abbiamo portato al diploma e alla laurea centinaia di persone, registrando per loro i libri di studio.

Nei miei vent’anni di registrazioni ho avuto, qualche anno fa, la grande soddisfazione di accompagnare alla laurea quello che credo sia il primo cieco a laurearsi in Ingegneria a Trieste. È stata una grandissima emozione per lui, per i suoi genitori ma anche per me assistere alla discussione della sua tesi e alla sua laurea.

 

LIBRI SCIENTIFICI PARLATI

Per le materie di tipo umanistico il processo di apprendimento avviene sostituendo al senso della vista quello dell’udito. Per i libri scientifici, però, la “traduzione” è un po’ più difficile. Le formule matematiche, quando sono complicate, hanno uno sviluppo non lineare ma spaziale, mentre la lettura è esclusivamente sequenziale. In questi casi occorre, sia da parte del “donatore di voce” che dell’utente, un certo sforzo per renderle comprensibili da una parte e per ricostruirle nella mente dall’altra. Pensate a un grafico cartesiano in cui nel piano di ascisse e ordinate si sviluppano diverse curve identificate da colori diversi: come si fa a far capire a chi ascolta qual è l’aspetto di un grafico del genere? Ci vuole molta esperienza da parte del “donatore di voce” e una grande capacità di ricostruire nella mente una struttura complessa da parte dell’uditore. Molti si chiederanno se in un mondo in così rapido sviluppo tecnologico le registrazioni vocali hanno ancora una importanza così grande: la risposta è indubbiamente affermativa. La perfezione raggiunta dalle sintesi vocali è tale che moltissimi testi possono essere utilizzati ascoltandoli letti da una sintesi, ma ci sono ancora molti casi in cui ciò non è possibile.

 

LE POESIE PARLATE

Quando mi capita di partecipare a Convegni, generalmente faccio ascoltare una parte della poesia L’infinito di Giacomo Leopardi letta dalla migliore sintesi italiana sul mercato: alla fine chiedo ai partecipanti se hanno capito bene tutte le parole e faccio notare anche come la sintesi pronunci correttamente la parola érto che la maggior parte dei lettori, sbagliando, pronuncia èrto. Poi chiedo se l’ascolto ha provocato in loro qualche emozione e naturalmente sono costretti a rispondere di no. Ecco: la poesia è ancora al di fuori della portata delle sintesi, e anche la narrativa penso che la si gusti molto di più letta da un lettore umano di buona professionalità. Nei libri scolastici oggi predomina la presentazione visiva: riquadri posti in varia evidenza e mescolati al testo rendono più difficile il compito delle sintesi e non sempre l’ordine di lettura dei riquadri è quello più logico per l’apprendimento. Dei testi matematici e scientifici ho già detto: in quelli letterari per ora noi “donatori di voce” siamo ancora piuttosto insostituibili.

 

IL COMPITO DEI “DONATORI DI VOCE”

Riteniamo che uno dei nostri compiti sia quello di costituire un tramite fra le esigenze degli utenti e il progresso tecnologico. Con questo spirito, alcuni anni fa, abbiamo scritto un programma per trascrivere gli spartiti musicali nella notazione Braille Internazionale.

Abbiamo anche “copiato” le tecniche di rapid prototiping delle aziende per riprodurre i quadri in bassorilievo tattili che i ciechi possono percepire col tatto. Ultimamente abbiamo scoperto una implementazione del linguaggio epub utilizzato per gli ebook, l’epub3, che fra le altre cose consente di sincronizzare la lettura di frasi registrate da “donatori di voce” umani con l’evidenziazione delle frasi stesse.

Negli Stati Uniti sono stati fatti degli studi che dimostrerebbero come l’uso di due canali contemporanei (quello visivo e quello uditivo) facilitino grandemente l’acquisizione dei contenuti e la loro memorizzazione. Abbiamo appreso le tecniche con le quali si possono produrre questi “audio-ebook” e abbiamo attivato con la Facoltà di Psicologia dell’Università di Padova una collaborazione per valutare in maniera oggettiva e scientifica la loro utilità anche nell’apprendimento della lettura da parte di bambini con dislessia. In Italia una Casa Editrice pubblica una collana di classici nel formato audio-ebook e questo ci fa pensare che uno strumento del genere potrebbe essere impiegato anche nella scuola per favorire una reale inclusione di bambini con dislessia e stranieri.

Infatti, l’utilizzo degli audio-ebook mediante una LIM trasformerebbe uno strumento per bambini svantaggiati in una nuova forma di studio collettivo per l’intera classe.

La scuola ha bisogno di nuove forme di insegnamento e noi riteniamo che questi audio-ebook rientrino appunto in questa categoria.

 

Ing. Marzio Bossi

(Centro Internazionale del Libro Parlato “A. Sernagiotto”)