Demenza | Approfondimento

Definizione di demenza

 La demenza, come da definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità,(OMS) è “una malattia caratterizzata da un deterioramento delle funzioni cognitive che va ben oltre il normale decadimento dovuto all’età. Colpisce la memoria, il pensiero, l’orientamento, la comprensione, la capacità di fare calcoli, l’apprendimento, il linguaggio, la capacità di giudizio”.

 La demenza quindi è “Perdita di sè”.

La sua comparsa nella storia dell’ umanità è probabilmente molto antica e correlata all’ aumento  del tempo di vita media dell’ uomo, che sta avvicinandosi  al traguardo teorico dei 120 anni per la specie umana. Nella nostra società sono  comparsi  i centenari,  considerati fino ad un recente passato solo una isolata eccezione .

Nelle Nazioni come l’ Italia a elevato livello di invecchiamento della popolazione e  cospicua riduzione della natalità, le classi di età giovani/adulti risultano minoritarie rispetto alla classe degli anziani. Perciò molti vecchi poggiano su pochi adulti.

La demenza esordisce in età avanzata e corrisponde  a un invecchiamento patologico di cui rappresenta il più grave quadro di malattia, con necessità di una assistenza sanitaria, sociale ed economica complessa, continuativa e molto prolungata nel tempo.

 Nella maggior parte dei casi  tra l’esordio dei primi sintomi e la sua conclusione trascorrono molti anni.

La Demenza quindi è una sindrome clinica caratterizzata dalla perdita delle funzioni cognitive, tra cui la memoria, di entità tale da interferire con le usuali attività sociali e lavorative della persona. Spesso si tratta di una condizione clinica irreversibile. Si tratta quindi di un declino globale delle abilità intellettive, con integrità della coscienza, che portano ad un livello di funzionamento più basso in modo degenerativo. Jean Etienne Esquirol ha definito la persona affetta da Demenza come “un ricco diventato povero”, sottolineando in questa breve frase il fulcro che caratterizza questa patologia. Sono presenti anche disturbi non cognitivi, che riguardano la sfera della personalità, l’affettività, l’ideazione e la percezione, il comportamento e le funzioni vegetative.

anziano con demenza senile

Tipi di demenza

È importante sottolineare che non esiste una sola forma di demenza, ma molte demenze.

  Esse si distinguono in

  • forme primarie, nelle quale la malattia esordisce e progredisce indipendentemente da altre patologie e si caratterizza per alcuni sintomi costanti e per altri che variano a seconda dei sottotipi (Demenza di Alzheimer, Demenza vascolare, Demenza Senile, Demenza a corpi di Lewy, Demenza fronto-temporale,  ecc) . Sono forme che talora sembrano più frequenti in alcuni gruppi, ma non ne è mai stata dimostrata l’ereditarietà .
  • Le forme secondarie sono precedute da  malattie neurologiche, tossico-metaboliche, oncologiche, vascolari , psichiatriche , di cui la demenza costituisce una naturale evoluzione e/o una complicanza.

In tutte le demenze i segni e i sintomi specifici dipendono da un processo degenerativo/atrofico di particolari aree cerebrali  ( ippocampo, spazi sottocorticali, ventricoli) nelle quali vi è  perdita di tessuto nervoso e aumento degli spazi vuoti.

La demenza è cosa ben diversa dal normale decadimento legato all’età, che compare nell’anziano, ma non ne  altera la capacità di autonomia nella vita quotidiana e consiste in fenomeni di invecchiamento a carico di singoli organi e apparati noti un po’ a tutti, quali la presbiopia e la presbiacusia, la riduzione dell’apparato muscolare a vantaggio del tessuto adiposo e una complessiva riduzione delle capacità di recupero e delle riserve energetiche, una maggiore frequenza di malattie croniche e una maggiore facilità a incorrere in complicanze nel corso di malattie acute anche banali, ecc.

Spesso vi è nell’anziano un rallentamento nelle funzioni cognitive superiori che si esprime soprattutto nel campo della memoria recente e allarma sia chi lo avverte sia chi gli sta accanto.

Proprio a causa di tali fenomeni di invecchiamento settoriale e complessivo,  l’ anziano spesso sente il bisogno di confrontarsi con il proprio medico curante per segnalare i suoi timori riguardo a sintomi della sfera fisica, e più spesso psichica, che lo allarmano. La perdita di memoria è causa di  grande timore nell’anziano. E’ frequente una maggiore difficoltà a ricordare nomi e date. Al secondo posto vi è il timore di  “non essere più capace di far da solo”.

Si tratta di segnali da non sottovalutare, ma non sono sicuramente sufficienti per  far diagnosi di malattia. La stessa consapevolezza dimostrata dall’anziano nel rivolgersi in modo autonomo al proprio medico dimostra che  prevale la componente ansiosa su resto.

Nell’esordio della demenza accade invece che la segnalazione sia fatta per lo più   da familiari, conviventi, vicini, i quali si accorgono di un cambiamento cruciale nelle abitudini e nel comportamento dell’anziano. E questo necessita di  allerta.

Chi allertare? Il medico curante prima,  la struttura specialistica  dopo.

Attualmente le Demenze rappresentano la quarta causa di disabilità negli ultrasessantacinquenni dei paesi occidentali e una delle cause di disabilità più importanti nella popolazione anziana. Inoltre sono responsabili di oltre la metà dei ricoveri tra in casa di riposo.

Fattori di rischio e cause di Demenza

I fattori di rischio di Demenza si distinguono in non modificabili e modificabili.

Tra i fattori di rischio non modificabili si hanno:

  • Età
  • Fattori genetici

Tra i fattori di rischio modificabili si trovano:

  • Basso livello di istruzione
  • Fumo
  • Esposizione ambientale
  • Farmaci
  • Fattori cardio-vascolari
  • Fattori metabolici
  • Attività fisica ridotta e stili di vita non salutari

Le cause della Demenza sono molteplici ed includono alcune condizioni patologiche:

  • Insufficienza cerebrale – causa principale, in cui si assiste ad alterazioni anatomo-funzionali a livello cerebrale
  • Morbo di Parkinson
  • Danno cerebrale – causato da traumi o da tumori
  • Malattia di Huntington
  • Morbo di Creutzfeldt-Jakob
  • Neurosifilide
  • Paralisi Sopranucleare Progressiva

In questi casi, essendoci una patologia scatenante e non curabile, le Demenze sono in forma non reversibile.

Per quanto riguarda le Demenze reversibili, seppur entro un certo limite, si possono riscontrare invece le seguenti cause:

  • Carenza di vitamina B12 e folati
  • Idrocefalo normoteso
  • Tumori cerebrali esportabili
  • Abuso di alcool, droghe e farmaci
  • Intossicazione da metalli
  • Ematoma subdurale

Le forme reversibili possono talvolta essere risolte eliminando tali fattori causali.

Sintomi della Demenza

Come si è detto, nella Demenza si assiste alla manifestazione sia di sintomi cognitivi sia di sintomi non cognitivi.

L’esordio della malattia è insidioso ed inaspettato ed è caratterizzato dai sintomi cognitivi, tra cui la perdita della memoria e il disorientamento spaziale e temporale. Progredendo si manifesteranno anche disturbi del linguaggio (aprassia, afasia, agnosia), deficit delle capacità logiche e di giudizio e deficit visuo-spaziali.

Tra i sintomi non cognitivi invece si riscontrano:

  • Alterazione dell’umore – depressione, euforia, labilità emotiva
  • Ansia
  • Alterazione della personalità – indifferenza, apatia, disinibizione, irritabilità
  • Psicosi – deliri paranoidei, strutturali o misidentificazioni, allucinazione
  • Agitazione – aggressività verbale o fisica, vocalizzazione persistente
  • Disturbi dell’attività psicomotoria – vagabondaggio (wandering), affaccendamento afinalistico, acatisia
  • Sintomi neurovegetativi – alterazione del ritmo sonno-veglia, dell’appetito, del comportamento sessuale

La presenza di questa sintomatologia ha una ricaduta importante sulle attività della vita quotidiana, quindi si osserva anche una perdita dell’autonomia ed una necessità di essere aiutato da altre persone.

Diagnosi di Demenza

La demenza è sicuramente  per eccellenza malattia la cui diagnosi è innanzitutto clinica e  solo dopo strumentale.

La diagnosi clinica si avvale dei più tradizionali mezzi a disposizione da sempre del medico che raccoglie il racconto da parte del paziente e di chi lo accompagna e lo  conosce . È indispensabile una approfondita  storia clinica e sociale (anamnesi familiare, fisiologica, patologica remota e prossima, farmacologica); l’osservazione diretta del paziente nel suo esprimersi, muoversi, reagire, prestare ascolto, capire il linguaggio, rispondere alle domande, mostrare adeguatezza di stati d’animo.  Tutto ciò è molto ben illustrato nella definizione di demenza   data all’inizio dell’articolo.

La diagnosi della Demenza viene effettuata da un Neurologo, che sottopone il paziente a valutazioni ed esami per determinare il quadro clinico.

Per identificare la Demenza viene raccolta la storia clinica del paziente e successivamente si conducono:

  • Valutazione dello stato psichico
  • Esame generale e neurologico
  • Valutazione dello stato funzionale

Inoltre sono eseguiti anche esami di laboratorio (es. Vitamina B12 e folati, VES, glicemia, elettroliti…), indagini di neuroimaging morfologico e funzionale a livello cerebrale e test neuropsicologici per identificare la condizione che causa la Demenza.

Per la valutazione della Demenza vengono utilizzati i seguenti sistemi:

  • MMSE – si tratta di un esame dello stato mentale breve e strutturato che valuta orientamento, memoria, attenzione, denominazione, prassia, comprensione, concentrazione. I punti assegnati si trovavo in un range che va da 0 a 30 e un punteggio più basso è correlato ad una maggiore compromissione
  • MOCA – si tratta di un esame dello stato mentale breve e strutturato che, come l’MMSE, valuta orientamento, memoria, attenzione, denominazione, prassia, comprensione, concentrazione. Anche in questo caso i punti assegnati si trovavo in un range che va da 0 a 30 e un punteggio più basso è correlato ad una maggiore compromissione
  • ADAS – consente di ottenere una descrizione dei sintomi non cognitivi ed una valutazione dell’efficienza cognitiva, con prove specifiche per la memoria. Punteggi più elevati sono correlati ad una maggiore compromissione
  • GDS – valuta in maniera globale la gravità della malattia, mettendola in relazione con il carico assistenziale di cui necessita il soggetto. Il punteggio va da 1 a 7, dove 1 indica la normalità e 7 la grave Demenza
  • ADL e IADL – sono scale che consentono di valutare l’autonomia nelle attività quotidiane e nelle attività strumentali della vita quotidiana. Nelle attività quotidiane elementari si trovano vestirsi, mangiare, lavarsi e il controllo degli sfinteri; mentre delle attività strumentali della vita quotidiana fanno parte la capacità di usare il telefono, la conservazione degli hobbies, fare acquisti, la preparazione del cibo, la cura della casa, spostarsi con i mezzi di trasporto, fare la biancheria, la responsabilità nell’uso dei farmaci e la capacità di maneggiare il denaro

In base ai risultati ottenuti nelle varie indagini viene emessa la diagnosi di Demenza e si individua il livello di gravità.

Trattamento della Demenza

Ad eccezione delle Demenze reversibili, che possono andare incontro a remissione qualora venga eliminato il fattore causale, la Demenza è un quadro patologico cronico e progressivo. Ciò che si può fare è cercare di rallentare e/o limitare il quadro sintomatologico. Non si può quindi guarire un soggetto affetto da Demenza, ma si possono attuare degli interventi per consentirgli di raggiungere la massima qualità di vita possibile.

Il trattamento farmacologico può essere indicato per il miglioramento dei sintomi non cognitivi: ad esempio per un soggetto con Demenza che presenta depressione si possono somministrare degli antidepressivi.

L’ambiente di vita deve essere modificato ed adattato, in modo da eliminare tutti quei fattori disturbanti che possono innescare delle crisi nel soggetto demente.

Sono poi previsti trattamenti di terapia occupazionale, fisioterapia e logopedia per supportare queste funzioni e fornire una stimolazione sensoriale.

Particolarmente importante risulta la stimolazione cognitiva, che ha come obiettivo quello di favorire l’utilizzo ed il mantenimento, seppur temporaneo in quanto è una patologia degenerativa, delle funzioni cognitive ed esecutive residue. In quest’ottica possono essere impiegati, in supporto alle attività della terapia tradizionale, degli strumenti compensativi. Tra questi uno strumento utile è rappresentato dagli audiolibri, che permettono al paziente una stimolazione cognitiva autonoma. Sfruttando gli audiolibri (cosa è un audiolibro?) il paziente può infatti lavorare su:

  • memoria degli avvenimenti del racconto
  • comprensione
  • scansione temporale
  • ragionamento ed espressione di giudizi sugli avvenimenti