Demenza | Approfondimento

La Demenza è una sindrome clinica caratterizzata dalla perdita delle funzioni cognitive, tra cui la memoria, di entità tale da interferire con le usuali attività sociali e lavorative della persona. Spesso si tratta di una condizione clinica irreversibile. Si tratta quindi di un declino globale delle abilità intellettive, con integrità della coscienza, che portano ad un livello di funzionamento più basso in modo degenerativo. Jean Etienne Esquirol ha definito la persona affetta da Demenza come “un ricco diventato povero”, sottolineando in questa breve frase il fulcro che caratterizza questa patologia. Sono presenti anche disturbi non cognitivi, che riguardano la sfera della personalità, l’affettività, l’ideazione e la percezione, il comportamento e le funzioni vegetative.

anziano con demenza senile

Le Demenze possono essere classificate secondo alcuni parametri:

  • dal punto di vista eziopatogenetico, quindi delle cause e del loro meccanismo di azione, si distinguono in Demenze primarie (o neuodegenerative) ed in Demenze secondarie
  • dal punto di vista della reversibilità o rimovibilità dei fattori causali si distinguono in irreversibili e reversibili

Attualmente le Demenze rappresentano la quarta causa di disabilità negli ultrasessantacinquenni dei paesi occidentali e una delle cause di disabilità più importanti nella popolazione anziana. Inoltre sono responsabili di oltre la metà dei ricoveri tra in casa di riposo.

Occorre però precisare che la Demenza non è un’accentuazione del processo fisiologico di invecchiamento, né tantomeno una sua anticipazione. Tra questi due ci sono anzi sostanziali differenze sia sul quadro anatomopatologico che sul quadro clinico.

Nell’invecchiamento fisiologico infatti si assiste a:

  • disfunzione della memoria graduale, con interesse soprattutto del materiale mnesico
  • possibilità di acquisizione di nuove informazioni conservata
  • conservazione delle funzioni intellettive globali, anche se un po’ rallentate e meno elastiche
  • la presenza di disfunzioni non interferisce in modo significativo con la vita quotidiana

Diversamente, nel caso di Demenza, queste sono abilità che vengono perse.

La forma di Demenza più diffusa si riscontra nella Malattia di Alzheimer.

Fattori di rischio e cause di Demenza

I fattori di rischio di Demenza si distinguono in non modificabili e modificabili.

Tra i fattori di rischio non modificabili si hanno:

  • Età
  • Fattori genetici

Tra i fattori di rischio modificabili si trovano:

  • Basso livello di istruzione
  • Fumo
  • Esposizione ambientale
  • Farmaci
  • Fattori cardio-vascolari
  • Fattori metabolici
  • Attività fisica ridotta e stili di vita non salutari

Le cause della Demenza sono molteplici ed includono alcune condizioni patologiche:

  • Insufficienza cerebrale – causa principale, in cui si assiste ad alterazioni anatomo-funzionali a livello cerebrale
  • Morbo di Parkinson
  • Danno cerebrale – causato da traumi o da tumori
  • Malattia di Huntington
  • Morbo di Creutzfeldt-Jakob
  • Neurosifilide
  • Paralisi Sopranucleare Progressiva

In questi casi, essendoci una patologia scatenante e non curabile, le Demenze sono in forma non reversibile.

Per quanto riguarda le Demenze reversibili, seppur entro un certo limite, si possono riscontrare invece le seguenti cause:

  • Carenza di vitamina B12 e folati
  • Idrocefalo normoteso
  • Tumori cerebrali esportabili
  • Abuso di alcool, droghe e farmaci
  • Intossicazione da metalli
  • Ematoma subdurale

Le forme reversibili possono talvolta essere risolte eliminando tali fattori causali.

Sintomi della Demenza

Come si è detto, nella Demenza si assiste alla manifestazione sia di sintomi cognitivi sia di sintomi non cognitivi.

L’esordio della malattia è insidioso ed inaspettato ed è caratterizzato dai sintomi cognitivi, tra cui la perdita della memoria e il disorientamento spaziale e temporale. Progredendo si manifesteranno anche disturbi del linguaggio (aprassia, afasia, agnosia), deficit delle capacità logiche e di giudizio e deficit visuo-spaziali.

Tra i sintomi non cognitivi invece si riscontrano:

  • Alterazione dell’umore – depressione, euforia, labilità emotiva
  • Ansia
  • Alterazione della personalità – indifferenza, apatia, disinibizione, irritabilità
  • Psicosi – deliri paranoidei, strutturali o misidentificazioni, allucinazione
  • Agitazione – aggressività verbale o fisica, vocalizzazione persistente
  • Disturbi dell’attività psicomotoria – vagabondaggio (wandering), affaccendamento afinalistico, acatisia
  • Sintomi neurovegetativi – alterazione del ritmo sonno-veglia, dell’appetito, del comportamento sessuale

La presenza di questa sintomatologia ha una ricaduta importante sulle attività della vita quotidiana, quindi si osserva anche una perdita dell’autonomia ed una necessità di essere aiutato da altre persone.

Diagnosi di Demenza

La diagnosi della Demenza viene effettuata da un Neurologo, che sottopone il paziente a valutazioni ed esami per determinare il quadro clinico.

Per identificare la Demenza viene raccolta la storia clinica del paziente e successivamente si conducono:

  • Valutazione dello stato psichico
  • Esame generale e neurologico
  • Valutazione dello stato funzionale

Inoltre sono eseguiti anche esami di laboratorio (es. Vitamina B12 e folati, VES, glicemia, elettroliti…), indagini di neuroimaging morfologico e funzionale a livello cerebrale e test neuropsicologici per identificare la condizione che causa la Demenza.

Per la valutazione della Demenza vengono utilizzati i seguenti sistemi:

  • MMSE – si tratta di un esame dello stato mentale breve e strutturato che valuta orientamento, memoria, attenzione, denominazione, prassia, comprensione, concentrazione. I punti assegnati si trovavo in un range che va da 0 a 30 e un punteggio più basso è correlato ad una maggiore compromissione
  • MOCA – si tratta di un esame dello stato mentale breve e strutturato che, come l’MMSE, valuta orientamento, memoria, attenzione, denominazione, prassia, comprensione, concentrazione. Anche in questo caso i punti assegnati si trovavo in un range che va da 0 a 30 e un punteggio più basso è correlato ad una maggiore compromissione
  • ADAS – consente di ottenere una descrizione dei sintomi non cognitivi ed una valutazione dell’efficienza cognitiva, con prove specifiche per la memoria. Punteggi più elevati sono correlati ad una maggiore compromissione
  • GDS – valuta in maniera globale la gravità della malattia, mettendola in relazione con il carico assistenziale di cui necessita il soggetto. Il punteggio va da 1 a 7, dove 1 indica la normalità e 7 la grave Demenza
  • ADL e IADL – sono scale che consentono di valutare l’autonomia nelle attività quotidiane e nelle attività strumentali della vita quotidiana. Nelle attività quotidiane elementari si trovano vestirsi, mangiare, lavarsi e il controllo degli sfinteri; mentre delle attività strumentali della vita quotidiana fanno parte la capacità di usare il telefono, la conservazione degli hobbies, fare acquisti, la preparazione del cibo, la cura della casa, spostarsi con i mezzi di trasporto, fare la biancheria, la responsabilità nell’uso dei farmaci e la capacità di maneggiare il denaro

In base ai risultati ottenuti nelle varie indagini viene emessa la diagnosi di Demenza e si individua il livello di gravità.

Trattamento della Demenza

Ad eccezione delle Demenze reversibili, che possono andare incontro a remissione qualora venga eliminato il fattore causale, la Demenza è un quadro patologico cronico e progressivo. Ciò che si può fare è cercare di rallentare e/o limitare il quadro sintomatologico. Non si può quindi guarire un soggetto affetto da Demenza, ma si possono attuare degli interventi per consentirgli di raggiungere la massima qualità di vita possibile.

Il trattamento farmacologico può essere indicato per il miglioramento dei sintomi non cognitivi: ad esempio per un soggetto con Demenza che presenta depressione si possono somministrare degli antidepressivi.

L’ambiente di vita deve essere modificato ed adattato, in modo da eliminare tutti quei fattori disturbanti che possono innescare delle crisi nel soggetto demente.

Sono poi previsti trattamenti di terapia occupazionale, fisioterapia e logopedia per supportare queste funzioni e fornire una stimolazione sensoriale.

Particolarmente importante risulta la stimolazione cognitiva, che ha come obiettivo quello di favorire l’utilizzo ed il mantenimento, seppur temporaneo in quanto è una patologia degenerativa, delle funzioni cognitive ed esecutive residue. In quest’ottica possono essere impiegati, in supporto alle attività della terapia tradizionale, degli strumenti compensativi. Tra questi uno strumento utile è rappresentato dagli audiolibri, che permettono al paziente una stimolazione cognitiva autonoma. Sfruttando gli audiolibri (cosa è un audiolibro?) il paziente può infatti lavorare su:

  • memoria degli avvenimenti del racconto
  • comprensione
  • scansione temporale
  • ragionamento ed espressione di giudizi sugli avvenimenti